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Domande frequenti

Come viene attuato nella prassi lo screening basato su norme?

Prendiamo l’esempio di un’impresa tessile europea che produce vestiti in un Paese emergente sfruttando il lavoro infantile. L’azienda viene valutata come critica nel quadro della verifica, poiché lo sfruttamento dei bambini è vietato in Svizzera secondo la Convenzione sui diritti del fanciullo (RS 0.107). Dopo la plausibilizzazione e la verifica delle informazioni sulla violazione di tale norma, si provvede a contattare la società e a segnalarle la violazione. Se durante il dialogo PUBLICA riesce a convincere l'impresa ad adottare efficaci misure volte a migliorare le condizioni di produzione, il processo è considerato portato a buon fine e l’azienda può rimanere nel portafoglio titoli.

Su quale base vengono escluse le imprese?

Le imprese per cui dopo il processo di dialogo non si intravede alcun cambiamento in positivo oppure che a causa della loro attività principale non sono in grado di rinunciare alle loro attività controverse vengono inserite nella lista di esclusione.

La lista di esclusione viene verificata e attualizzata periodicamente, almeno una volta l’anno. La decisione relativa all’esclusione di un’azienda dal portafoglio è di competenza di PUBLICA, e dipende, tra l’altro, dalla relativa attuabilità a livello tecnico. Le imprese possono essere escluse dal portafoglio anche in funzione dell'analisi dei rischi ESG effettuata a cadenza annuale. Ad esempio dopo aver esaminato le possibili conseguenze dei cambiamenti climatici e di una possibile tassazione degli emittenti di carbonio, sono state esclusi dai portafogli azionari tutti i produttori di carbone.

Su quale base si avvia il dialogo con le imprese?

Con le aziende che nell’analisi sono state classificate come investimenti problematici si prende in considerazione un processo di dialogo. Di regola il processo di dialogo si avvia solo se si intravedono possibilità sufficientemente concrete di un cambiamento in positivo nel comportamento di una società.
La conduzione del dialogo è affidata a offerenti esterni specializzati, i quali vantano il networking necessario e l’esperienza nel curare il dialogo con le imprese.
Per le grandi imprese svizzere detenute in portafoglio da PUBLICA è il partner esterno Inrate SA a instaurare il dialogo, mentre per le società internazionali, PUBLICA collabora con l’Associazione svizzera per gli investimenti responsabili, SVVK-ASIR.

Per quale motivo PUBLICA non effettua sondaggi tra gli affiliati sul tema della sostenibilità?
  • Per quanto siano sicuramente attuabili, i sondaggi tra gli affiliati non possono essere considerati come aventi carattere vincolante. Il diritto in materia di previdenza professionale demanda la definizione della strategia e della politica d’investimento inequivocabilmente all’organo supremo dell’istituto di previdenza (cfr. art. 51a LPP). Quest’ultimo è quindi titolare della responsabilità per le decisioni. Tale responsabilità non può essere riversata sulla collettività dei destinatari, anche laddove siano state effettuate ad esempio una «votazione» o attività analoghe. È inoltre necessario ricordare che l’organo supremo è tenuto a operare nell’interesse degli assicurati. L’interpretazione su quale sia tale interesse non può essere ridotta a un semplice sondaggio sulle preferenze in materia di sostenibilità, bensì deve essere effettuata dall’organo supremo tenendo in considerazione il contesto generale. È parimenti concepibile, ad esempio, che l’organo supremo sia chiamato a rispondere di un operato indebito anche se tali azioni si fondano su richieste espresse dalla comunità degli assicurati.
     
  • Se si esigesse «a ragion veduta» lo svolgimento di sondaggi tra gli affiliati, sorgerebbero immediatamente ulteriori questioni di delimitazione: per quale motivo gli affiliati possono essere interpellati «soltanto» e proprio in relazione alle preferenze in materia di sostenibilità? In questo caso sarebbero altrettanto opportuni anche sondaggi su temi quali l’entità dei contributi a carico dei dipendenti, la remunerazione dell’avere di vecchiaia, la strutturazione delle misure di risanamento, ecc., in quanto in ultima analisi tali argomenti riguardano direttamente le persone assicurate. Anche in questo caso si applica quindi il principio in base al quale il sistema del 2° pilastro attualmente in vigore non contempla «elementi di democrazia diretta» (anche se le persone assicurate eleggono i propri rappresentanti). Finché verrà mantenuta questa configurazione, è a nostro parere inopportuno esigere l’adozione di elementi estranei al sistema (se non «contrari al sistema», si potrebbe anche dire) attraverso la porta di servizio di un rating pubblicamente accessibile.
Quanto sono trasparenti gli investimenti di PUBLICA?

Nel rapporto annuale di PUBLICA figurano tutti i mandati e i rispettivi stili di investimento. Dato che i mandati sono per lo più indicizzati o investiti in linea con l’indice, gli investimenti nel portafoglio azionario sono quasi identici alla composizione del relativo indice. I benchmark delle azioni sono sei indici regionali e/o nazionali MSCI. PUBLICA non effettua alcuna allocazione in investimenti poco trasparenti quali i prodotti strutturati, gli hedge fund o il private equity.

Che cosa intende PUBLICA con il termine sostenibilità?

La commissione Brundtland ha formulato una definizione della sostenibilità riconosciuta a livello globale, secondo cui uno sviluppo sostenibile è quello sviluppo che consente di soddisfare i bisogni del presente senza rischiare di non poter più soddisfare le esigenze delle generazioni future.

Il compito principale di PUBLICA consiste nel tutelare e/o contenere le conseguenze economiche di vecchiaia, invalidità e decesso per le persone assicurate, tenendo conto delle condizioni quadro normative ed economiche (Legge federale sulla previdenza professionale per la vecchiaia, i superstiti e l’invalidità LPP, tasso di interesse minimo e aliquota di conversione, sviluppi sui mercati finanziari). Poiché anche PUBLICA si orienta all’approccio Brundtland relativo alla sostenibilità, nei propri processi di investimento PUBLICA integra criteri ESG, il che significa che i rischi ecologici, sociali e di corporate governance sono esplicitamente considerati nell’attuazione della strategia di investimento. Nel quadro della propria attività di investimento, quando si tratta di sostenibilità, PUBLICA parla di investimenti responsabili.

Quale approccio di sostenibilità persegue PUBLICA?

PUBLICA definisce i propri approcci per gli investimenti responsabili sulla base dell’incarico legale e della base normativa. Gli approcci sono orientati ai seguenti principi:

  1. Sono formulati in maniera globale affinché possano essere considerati, ove possibile, in tutte le classi di investimento.
  2. Sono integrati e dunque parte integrante del processo di investimento.
  3. Sono orientati alla base normativa
  4. Sono trasparenti e comprensibili.

Nella seguente rappresentazione PUBLICA tiene conto degli approcci illustrati per gli investimenti responsabili:

Maggiori informazioni sono disponibili nel Concetto «Investimenti responsabili» di PUBLICA (PDF, 160 KB).

Come sono esercitati i diritti di voto?

L’azienda «Inrate SA» fornisce raccomandazioni ai membri del Comitato di investimento. I diritti di voto sono esercitati secondo le decisioni della maggioranza e sono pubblicati sul sito web di PUBLICA dopo le assemblee generali della rispettiva società.

Per le aziende con sede all’estero Minerva Analytics esercita i diritti di voto sulla base della direttiva di voto appositamente sviluppata unitamente a Inrate.

Qual è la procedura per l'analisi delle imprese?

L’intero universo di azioni e obbligazioni societarie di PUBLICA viene analizzato da un partner esterno secondo criteri stabiliti e valutato su base semestrale. A tal proposito si presta attenzione a scegliere criteri il più possibile oggettivi. Le imprese problematiche vengono esaminate nel dettaglio e in seguito in funzione dei risultati sono presentate raccomandazioni concrete per approvazione al Comitato di investimento.

Quale è la base normativa per definire i criteri?

PUBLICA rinuncia alla definizione e all’applicazione di propri criteri politicamente motivati o moralmente giustificati. PUBLICA è invece orientata al volere dell’elettorato svizzero, tra cui è rappresentata in linea di principio anche la volontà degli oltre 100’000 assicurati e beneficiari di rendita di PUBLICA come aventi diritto al voto. L’elettorato svizzero esprime il proprio volere sotto forma di risultati delle votazioni federali su referendum obbligatori e facoltativi nonché iniziative popolari. La volontà politica si manifesta altresì negli interventi parlamentari presentati dalle Camere federali. I criteri per l’attività di investimento responsabile di PUBLICA sono pertanto orientati tra l’altro alla Costituzione federale della Confederazione Svizzera e alla legislazione che ne deriva. Sono determinanti anche le convenzioni internazionali ratificate dalla Svizzera che coprono ampiamente i 10 principi del «Global Compact delle Nazioni Unite».

Nel mese di dicembre 2015 PUBLICA unitamente a sei altri grandi investitori ha fondato l’«Associazione Svizzera per gli investimenti responsabili» (SVVK-ASIR). Qual è lo scopo di questa associazione?

L’attuazione dello screening basato su norme è connessa a un ingente onere. Pertanto, lo scopo principale di questa associazione è anche quello di mantenere il più possibile contenuto l’onere dei singoli membri eseguendo in modo collettivo il maggior numero possibile di compiti. Un’altra mansione principale dell'associazione è il trasferimento delle conoscenze sia tra i membri sia tra l’associazione e gli altri grandi investitori in Svizzera e all’estero.

Dove ricevo ulteriori informazioni?

In caso di domande o altri ragguagli in merito all'argomento «investimenti responsabili» rivolgetevi direttamente all’Asset Management di PUBLICA: Patrick Uelfeti (tel. +41 58 485 23 30, am@publica.ch) è lieto di aiutarvi.


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